Arte

Chiesa San Nicola di Bari

La chiesa dedicata al santo è datata 1252. Nei primi del 400 Ascrea fu venduta ai conti Mareri e nel 500 divenne rifugio di briganti. Il Papa Pio V per venire acapo della situazione ordinò la distruzione del castello. Al suo interno si possono ammirare alcune tele interessanti come quella che raffigura la Madonna del Rosario e un’altra rappresentante San Nicola. Recentemente, durante i lavori di ristrutturazione e di ripulitura della Chiesa, sono stati ritrovati quadri e trittici fra cui uno splendido affresco, risalente al 1500, raffigurante quattro figure: San Nicola, la Madonna col Bambino, San Francesco e in alto, Gesù. Tutti i cittadini di Ascrea conoscono e possono testimoniare l’impegno profuso dalla nostra associazione nei lavori di ristrutturazione della chiesa, che è passata da uno stato di sostanziale degrado ad essere sicuramente una delle più affascinanti della Valle del Turano. Su questa strada vogliamo continuare rivolgendo sempre un occhio di riguardo a quello che è il pezzo pregiato del nostro patrimonio culturale.

San Nicola

Santo nato intorno al 260 a Patara, importante città della Licia (Turchia) fu vescovo di Mira nel IV secolo, morì nel 334. Questi i pochi dati storicamente validi attinenti alla vita di San Nicola. Di conseguenza, il racconto nella vita di San Nicola si concretizza in una serie di episodi tuttavia fondamentali alla conoscenza della sua personalità. Il primo episodio tramandato dalla tradizione orale mirese sul bambino Nicola riferisce riguardo al suo allattamento: mentre per cinque giorni della settimana succhiava il latte dalla madre più volte al giorno come tutti i neonati, durante il mercoledì ed il venerdì si limitava ad una sola poppata. Santo nato intorno al 260 a Patara, importante città della Licia (Turchia) fu vescovo di Mira nel IV secolo, morì nel 334. Questi i pochi dati storicamente validi attinenti alla vita di San Nicola. Di conseguenza, il racconto nella vita di San Nicola si concretizza in una serie di episodi tuttavia fondamentali alla conoscenza della sua personalità. Il primo episodio tramandato dalla tradizione orale mirese sul bambino Nicola riferisce riguardo al suo allattamento: mentre per cinque giorni della settimana succhiava il latte dalla madre più volte al giorno come tutti i neonati, durante il mercoledì ed il venerdì si limitava ad una sola poppata. Fu fin da giovane attivo nella carità; la tradizione tramanda un episodio concreto di cui fu protagonista: una volta ereditata una forte somma di denaro seppe di un padre che dall’agiatezza era caduto nella miseria, e pertanto dolorosamente costretto ad avviare alla dissolutezza le sue figlie in età da marito. Nicola decise di intervenire fornendo dote alle sventurate giovani secondo la modalità suggerita dal Vangelo, ovvero segretamente. Purtroppo venne tuttavia scoperto dal padre delle ragazze nell’atto di lanciare nottetempo l’ennesimo mucchio di monete d’oro nella loro abitazione. Proprio dalla risonanza connessa all’episodio nasce il desiderio, una volta ordinato diacono e sacerdote di lasciare Patara per Mira, dove venne eletto alla carica episcopale di questa città. In seguito, al consiglio di Nicea, acceso da Santa Ira, schiaffeggiò Ario, promotore dell’omonima eresia. Sedò una tempesta durante un viaggio in mare verso la Terra Santa, questo miracolo lo ha reso patrono della navigazione, e resuscitò tre bambini tagliati a pezzi. Nel 1807 dei mercanti trafugarono a Bari il suo corpo e qui vi venne eretta in suo onore la famosa basilica per meglio ospitarne le sue spoglie. Nell’arte greca e latina San Nicola è sempre raffigurato con attributi episcopali. Suoi simboli caratteristici sono: tre palle d’oro o tre borse o tre fanciulli; l’ancora alla nave.